Conosco Domenico Frascerra da un paio di anni, presentatomi da un comune amico allevatore di Gould ad una mostra. Ho compreso subito che si sarebbe impegnato moltissimo nell’allevamento del nostro estrildide, in quanto ne era completamente ammaliato.
Ci siamo rivisti e durante le conversazioni ho raccolto le notizie sul suo passato di allevatore, che riporto di seguito sotto forma di intervista.
A quanti anni hai iniziato ad allevare e con quale impegno? Cosa hai allevato prima dei Gould?
Prima di allevare i Gould mi sono dedicato all’allevamento del canarino. Avevo l’età di 19 anni quando ho acquistato la prima coppia. Non conoscevo nulla sulle razze, sulle mutazioni, sulle mostre, era per me un mondo inesplorato, allevavo solo per la passione di allevare. La passione per i volatili di qualsiasi specie era molto forte e passavo molte ore in campagna alla ricerca di nidi di gazze, cardellini, fanelli ed altro. E’ spettacolare pensare all’uovo che si schiude e credo che questa passione non ti abbandoni tanto facilmente.
Esiste, comunque, un periodo della vita in cui sei costretto a pensare ad altro e mettere da parte questo meraviglioso hobby, per vederlo ricomparire di nuovo più forte di prima. E’ proprio quello che mi è successo, la passione è ritornata dopo circa 20 anni, proprio mentre tentavo di spiegare a mio figlio di 10 anni in che cosa consiste la gioia di allevare.
Quando è avvenuta la svolta per i Gould?
La scelta di dedicarmi all’allevamento del Diamante di Gould è avvenuta nel 2007. Mentre cercavo di acquisire su Internet notizie sulle nuove tecniche di allevamento e sulle malattie che riguardano i volatili, sono incappato in un sito interamente dedicato al Diamante di Gould, attraverso il quale ho avuto modo di conoscere questo magnifico estrildide: ed è scoccato amore a prima vista.
Ho deciso, così di acquistare qualche coppia e cominciare senza grandi pretese a tentare di riprodurlo per la gioia di mio figlio e per la passione di allevare che è sempre in agguato.
Che risultati hai ottenuto nei primi due anni? Come tutti i neofiti hai intenzione di razionalizzare il tuo allevamento?
I risultati nei primi due anni di cova sono stati discreti, Il primo anno ho utilizzato molto i Passeri del Giappone come balie, volevo acquisire un poco di esperienza con il Diamante di Gould. Nel secondo anno ho tentato la riproduzione in purezza, ricorrendo alle balie tutte le volte che si rendeva necessario per evitare la morte dei pulli appena nati. Vorrei arrivare nel giro di qualche anno ad ottenere un ceppo che allevi stabilmente in purezza. Non so se ciò mi consentirà di fare la giusta selezione per le mostre, ma credo che come inizio vada bene così.
Allevare per la gioia di riprodurre è diverso da quella per ottenere soggetti per le mostre, ma non e detto che le due cose non possano conciliarsi. Ci vorrà del tempo, non sarà facile, ma l’impegno e la passione non mancano di sicuro. Se il tutto poi è supportato da consigli di amici ed esperti allevatori è ancora meglio.
Che altre razze allevi??
Allevo poche coppie di Diamante codarossa e nel 2008 ho messo in riproduzione anche Golatagliata e Diamanti bavetta. Da quest’anno, comunque, ho intenzione di riprodurre solo Gould e qualche Codarossa. Lo spazio ed il tempo sono fattori che incidono molto nelle scelte di ogni allevatore.
Dopo questa breve presentazione dell’amico Domenico, passo a lui la parola per narrare la sua avventura sulla riproduzione durante il corrente anno di ben due ibridi di Diamante di Gould x Diamante di Kittlitz. Desidero sottolineare il titolo che ha dato al suo scritto, dal quale di evince già la modestia con cui si appresta a parlarne.
IBRIDAZIONE - “ Quando a volerla non è solo l’allevatore “
Credo che sia questo il titolo più indicato per descrivere la mia esperienza nella riproduzione di ben due ibridi tra maschio di Diamante di Gould ( Anc.t/r) e femmina di Diamante di Kittlitz ancestrale.
Era ormai la fine del periodo delle cove per le mie coppie di Gould; quando durante uno degli incontri casuali per un caffé con un mio amico allevatore, questi mi disse che aveva una femmina di Kittlitz in estro, ma non aveva maschi con cui accoppiarla. Così pensai agli articoli sugli ibridi che avevo letto qualche tempo fa e gli proposi di accoppiarla con un maschio dei miei Gould.
Il problema principale era dato dal fatto che non avevo maschi novelli per formare la coppia e non sapevamo se la femmina era già stata accoppiata con maschi della spessa specie. Infatti da quello che avevo letto, sui metodi da seguire per l’ibridazione, tra i consigli vi era quello di dotarsi di due soggetti novelli alla loro prima esperienza sessuale.
Non volevo perdere questa occasione e decisi comunque di utilizzare un maschio di Gould ancestrale ottimo gallatore, al secondo anno di cova, che avevo appena separato dalla femmina, ottenendo a balia 15 pulli.
A dire il vero non speravo tanto di ottenere qualche risultato, avendo agito contrariamente ad ogni regola elementare di ibridologia.
Posi il maschio di Gould nella metà di un gabbione da 120x40x40, con nido a cassetta a doppia camera. Il giorno dopo ho inserito la femmina di Kittlitz e notai subito che il maschio non accennava a presentarsi con la solita danza di corteggiamento, con rammarico li lasciai sperando di notare nei giorni successivi un comportamento diverso.
I giorni passavano ed il maschio non mostrava alcun interesse, in fondo era normale in quanto aveva già avuto una compagna della sua specie.
Nonostante tutto, la femmina dimostrava interesse per il nido, entrava ed usciva frequentemente e gironzolava spesso davanti al maschio cercando di farsi notare, evidentemente era in una fase di forte estro.
Dopo circa dieci giorni, durante una delle ispezioni in allevamento, vidi il maschio uscire dal nido e con sorpresa trovai il primo uovo.
Furono le uniche due deposte, in questa prima covata, ma dopo averle girate sotto i Passeri del Giappone, fatta la speratura, risultarono infeconde. Non mi restava che attendere e sperare nella prossima volta. Altra deposizione ed altre due uova che alla speratura risultarono anche queste "chiare".
Alla terza le due uniche uova sono state deposte con intervallo di tre giorni; questo particolare ha fatto scemare ancora più la speranza di un risultato positivo, pensando che ormai anche la femmina era in fase di stanca.
Ma vi posso assicurare che alla speratura del primo delle due uova non credevo ai miei occhi….. era fecondo, ma ancora di più è stata la felicità quando ho visto che anche l’altro lo era: si notava chiaramente la sagoma degli embrioni da cui si irradiavano i circoli ematici periferici.
Quei giorni non potrò scordarli per il susseguirsi di emozioni e di delusioni che solo un allevatore può comprendere benissimo e che non starò qui a descrivere nei dettagli. Nel momento in cui ho constatato che le ultime due uova erano buone, il mio corpo è stato pervaso da una scossa, la pelle d’oca era evidentissima e non vedevo l’ora di condividere questa gioia con qualcuno che potesse comprenderla. Ora non dovevo fare altro che attendere il fatidico giorno e sperare che gli embrioni continuassero a svilupparsi.
Arrivato il giorno in cui avevo previsto la schiusa, tanta era l’emozione, che al momento di aprire il coperchio del nido, mi tremavano le mani. Il tremore continuò perché, aperto il coperchio la femmina di Passero del Giappone non si spostava, ma dopo qualche attimo ho intravisto il piccolo appena nato, ho richiuso in tutta fretta ed ho “urlato….. in silenzio” per la gioia.
Dopo tre giorni è nato il secondo ibrido, ora non mi restava che sperare che le balie non fallissero e per questo ho preferito dividere i pulli fra due coppie che, come si vede dalle foto, hanno portato a termine egregiamente il loro compito.
Sono stato fortunato e per ritornare al titolo dell’articolo, devo dire che a volere l’ibrido non ero stato solo io, la Natura vi ha messo del suo e lo ha fatto attraverso l'istinto riproduttivo della coppia che è prevalso sulla mancata osservanza delle regole basilari dell’ibridologia.
Ho seguito con apprensione tutte le fasi di crescita dei due ibridi e sono riuscito senza problemi a fotografarle (per visionare l'intera sequenza di foto cliccare qui).
La delicata fase dello svezzamento è stata superata benissimo, mostrando alla fine due soggetti sani, vivaci e robusti.
Dopo la muta si sono rivelati un maschio testa rossa, che ha sostituito completamente il piumaggio da nido, mentre l’altro è rimasto parzialmente immutato; dovrebbe trattarsi di una femmina con maschera che vira nel blu caratteristico della madre. Vedremo dopo la seconda muta.
Fra qualche giorno si svolgerà il Campionato Interregionale Puglia-Basilicata al quale intendo esporre I’ibrido maschio, per verificare attraverso un giudizio imparziale e competente la qualità del soggetto, che ai miei occhi appare bellissimo. L’ansia è tanta, anche perché questa sarà la mia prima partecipazione ad una mostra.
Successivamente valuterò se presentarlo al Campionato Italiano ad Ercolano.
Domenico Frascerra 16/10/2009
L’amico Domenico al Campionato Regionale ha realizzato primo con punti 93. Con molta accortezza ha evitato di portare il soggetto ad altre mostre, per evitargli qualsiasi stress, prima di esporlo al Campionato Italiano. Fra una settimana circa si parte per Ercolano…….a dopo il seguito........ad Ercolano 1°cat. Ibrido nero bruno avifauna esotica x av. esotica p.94 .....continua???
Intervista di Eduardo Corsini