Con molto piacere ho ricevuto sulla mia posta elettronica le foto di un Diamante di Gould molto particolare inviatomi dall’amico e presidente del club Eduardo Corsini, per argomentare quello che qualche anno prima avevo già trattato su Italia Ornitologica e cioè l’ermafroditismo e il ginandromorfismo, descrizione nel Diamante di Gould.
Tuttavia dalla visione della foto subito mi sono reso conto della particolarità in quanto oltre al diverso dimorfismo sessuale tra la metà destra di sesso femminile e quella sinistra di sesso maschile del soggetto si evidenzia contemporaneamente il fenomeno del bicolore simmetrico, meglio conosciuto come l’Half sider in quanto il diamante di gould in questione presenta il lato destro mutato blu oltre che femmina e il lato sinistro ancestrale oltre che maschio.
Essendo l’anomalia di massimo interesse cercherò di trattarlo separatamente dopo che il lettore abbia letto e assimilato il mio articolo precedente
Dr. Giancarlo Lotierzo
L’INTERSESSUALITA’ NEGLI UCCELLI
ERMAFRODITISMO E GINANDROMORFISMO - DESCRIZIONE NEL DIAMANTE DI GOULD
Le variazioni cromatiche degli uccelli mi hanno sempre destato molto interesse specialmente se geneticamente riconducibili. Conversando con Alessandro Paparella su alcune variazioni cromatiche della testa di alcuni soggetti di diamante del Gould, delle cosiddette altre mutazioni ci siamo soffermati su un soggetto del suo allevamento che presentava una doppia colorazione simmetrica riconducibile inequivocabilmente ai due sessi. Il soggetto in questione era un diamante di Gould ancestrale testa rossa, che anteroposteriormente presentava una netta distinzione delle cromie riferibile ai due sessi.
Nel Diamante di Gould il dimorfismo sessuale è molto evidente in quanto il maschio presenta i colori più intensi e brillanti delle femmine. Il soggetto ( Diamante di gould ancestrale testa rossa) della foto presentava a sinistra il collarino celeste intenso che sfumava nel verde della parte alta del dorso, largo sulla nuca 7mm a differenza di quello diametralmente opposto celeste che sfumava nel verde oliva della parte alta del dorso, largo sulla nuca 3 mm, inoltre il petto che a sinistra si presentava di un violetto intenso e uniforme a destra assumeva il tipico viola chiaro delle femmine, come pure il ventre e i fianchi che nella parte maschile erano di un giallo che sfumava nel bianco del basso ventre e nella parte femminile è di un giallo di tonalità più chiara rispetto al maschio che sfumava anch’esso nel bianco del basso ventre.
La distinzione fra maschio e femmina non è sempre rigida nel regno animale, molte specie infatti possono esibire, contemporaneamente le caratteristiche di entrambi i sessi, altre possono alternare , anche più volte, le due condizioni sessuali. In alcuni casi l’ambiguità sessuale giunge al punto che le gonadi si sviluppano e regrediscono alternativamente, anche più volte durante il ciclo vitale di un individuo. Attualmente, grazie al miglioramento delle conoscenze sulla sessualità animale il significato originale del termine “ermafroditismo” è sostanzialmente cambiato e la maggior parte degli autori definiscono oggi l’intersessualità come la presenza contemporanea di caratteristiche sessuali maschili e femminili in uno stesso individuo.
Più precisamente è possibile fare una distinzione tra una intersessualità che riguardi i caratteri sessuali primari (ermafroditismotismo) ed una intersessualità riconducibile a caratteri sessuali secondari (Ginandromorfismo o ginandrismo).
L’animale normale invece ha lo stesso sesso a tutti i livelli, genetico, delle gonadi e anatomico.
L’ermafroditismo vero si ha quando nello stesso uccello abbiamo la presenza delle ghiandole sessuali proprie dei due sessi (testicoli e ovaie). L’ermafroditismo pertanto è sempre bighiandolare e può essere diviso nei seguenti tre gruppi:
- ermafroditismo ghiandolare bilaterale (presenza di un testicolo e di un ovaio o ovotestis tanto a destra che a siniistra)
- ermafroditismo ghiandolare unilaterale (da un lato un testicolo o un ovaio o un ovotestis e dall’altra una sola ghiandola normale ovaio o testicolo)
- ermafroditismo ghiandolare alternante (da un lato un testicolo,dall’altro un ovaio)
La gonade destra, seppur atrofica, è nelle femmine degli uccelli potenzialmente un testicolo. Infatti, se si asporta l’ovaia sinistra ( ovariectomia), la destra si sviluppa in un testicolo funzionante (producente testosterone, ecc), e la femmina diventa maschio. Le femmine degli uccelli sono, perciò, in un certo senso ermafrodite.
Infatti in tutte le femmine degli uccelli si abbozzano due gonadi, ma poi durante lo sviluppo embrionale, la destra si atrofizza e solo l’ovaia e l’ovidutto sinistri si accrescono e diventano funzionanti. Invece tutti gli uccelli maschi hanno due testicoli, il sinistro è però più grosso del destro.
Lo pseudoermafroditismo noto anche come ginandromorfismo si ha quando alla presenza degli organi genitali di un sesso corrispondono caratteri sessuali secondari dell’altro e consiste nella contemporanea presenza di caratteri sessuali secondari, maschili e femminili, in uno stesso individuo. Tali caratteristiche possono essere di due tipi: somatosessuali ed eusessuali; i primi controllati geneticamente sono caratteristici degli artropodi e di pochi vertebrati, gli altri, sotto il controllo ormonale, sono tipici dei vertebrati, in cui si verifica uno squilibrio ormonale che determina una combinazione anormale di caratteri sessuali secondari.
Esistono, in particolare, due condizioni relative a questo fenomeno: un ginandromorfismo BILATERALE O (BIPARTITO), in cui le suddette caratteristiche risultano distribuite secondo il piano di simmetria bilaterale dell’animale(come i soggetti delle foto) ed un ginandromorfismo cosiddetto MOSAICO in cui le stesse caratteristiche si presentano distribuite in maniera irregolare.
Negli uccelli, in cui sono stati descritti casi di Ginandrorfismo, sembra che il fenomeno sia da addebitare all’azione di particolari ormoni sessuali e all’età .In alcuni casi il fenomeno è tipico della senilità: durante tale periodo, infatti, può accadere che, a causa di anomalie ormonali, il dimorfismo sessuale regredisca e si realizzi così una confusione di caratteristiche sessuali secondarie maschili e femminili in uno stesso individuo, anche in organismi filogeneticamente superiori compreso l’uomo.
- Secondo l’interpretazione di Morgan (1916), basata su studi sulla Drosophila il ginandromorfismo fenotipico dipenderebbe da una particolare condizione genotipica: in una delle prime divisioni di un uovo provvisto di due cromosomi sessuali XX , una delle cellule risultanti potrebbe perdere un cromosoma X, per cui il corrispondente blastomero avrebbe caratteristiche maschili e così alla fine dello sviluppo, si avrebbe un individuo che porterebbe alcune caratteristiche femminili e altre maschili.
- Un altro interessante caso di ginandromorfismo è quello che si ha nel baco da seta in cui può realizzarsi una doppia fecondazione, dell’uovo e del globulo polare, che non viene emesso; lo zigote, pertanto, presenta due nuclei e, poiché il nucleo dell’uovo e quello del globulo polare sono diversi (uno possiede il cromosoma Z, l’altro il cromosoma W), mentre i nuclei degli spermatozoi sono tutti uguali (possiedono tutti cromasomi Z), ne risultano due nuclei di fecondazione diversi: uno ZZ, l’altro ZW, uno maschile ed uno femminile.
Chiaramente a differenza di molti invertebrati (lumaca) e di alcuni pesci, gli uccelli così combinati non sono capaci di produrre entrambi i gameti.
In conclusione è indubbio che il sesso è determinato dai cromosomi, maschio corredo ZZ e femmina ZY, ma è anche vero che tutti i restanti caratteri della sessualità dipendono da altri fattori, soprattutto ormonali, di importanza superiore a quanto si è creduto sinora.
Non meravigli che, salvo il testosterone, tutti gli altri ormoni (una diecina) negli uccelli, si ritrovino sia nel maschio che nella femmina.
Dr. Giancarlo Lotierzo (*)
BIBLIOGRAFIA
GHISELIN M. T. – 1974 – The economy of nature and the evolution of sex. Univ. California Presa. Los Angeles
LA GRECA M.: - 1990 – Zoologia degli invertebrati. Utet ed.
REINBOTH R: - 1975 – Intersexuality in Animai Kingdom. Springer – verlag ed., Berlin.
MITCHELL L. G., J.A. MUTCHMOR & W.D. DOLPHIN – 1992 – Zoologia. Zanichelli ed.
ZINGONI – 1997 Foi Canaricoltura.
(*) Medico Veterinario, Specialista in Ispezione degli Alimenti di Origine Animale - Specialista in Tecnologia e Patologia delle specie Avicole, del Coniglio e della Selvaggina. Giudice I.E.I. ed esperto allevtore da lungoi tempo di esotici ed indigeni. Da un paio di anni si dedica alla selezione della nuova e difficile mutazione Ino del Gould. Autore di numerosi altri articoli, fra i quali citiamo quelli sul nostro estridide:
"L'attitudine alla cova del Diamante di Gould" - I.O. 2003/1
"Espressività e penetranza dei geni nella maschera del Diamante di Gould" - I.O. 2004/12
Il Diamante di Gould vittima dei geni minori, i geni addittivi" - I.O. 2005/3
La mutazione lutino nel Diamante di Gould" - I.O. 2009/2 (pubblicato anche su questa rivista, cliccare)