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  Riduci

Le due litografie con le quali John Gould ha descritto i soggetti da lui catturati

Litografia dell'ottocento

Anche in una moderna ceramica é ripreso il  filetto caratteristico del selvatico

Gruppo di Gould in Natura


QUALE SELEZIONE NEL GOULD - Pima parte: Forma domestica o forma selvatica? Riduci

    Per coloro che non lo conoscono, con piacere, tracciamo un breve profilo di Francesco Faggiano. Allevatore per tradizione familiare, non ha limitato i suoi interessi alla semplice cura degli uccelli, ma ha approfondito l’aspetto scientifico del nostro “hobby”, diventando in pochi anni uno dei più profondi conoscitori della genetica, correlata al nostro settore. Oltre che collaboratore delle riviste Italia Ornitologica ed Alcedo, per le quali ha scritto numerosi articoli, ha pubblicato nel 2002 per la Foi il volume “Mutatis mutandi: la genetica, le storia e la selezione dei mutati”, più volte citato in numerosi testi di ornitologia e diventato in breve punto di riferimento per chi vuole allevare con cognizione scientifica. E’ stato membro della CTN-IEI, nella quale ha contribuito alla stesura di numerosi standards.
    Con questo articolo, che costituisce il primo di una serie, il nostro socio Francesco, ha iniziato a collaborare con GouldMagazine, per cui non possiamo che ringraziarlo vivamente a nome dei soci.

   Con la sua ferma e chiara presa di posizione per la selezione indirizzata alla forma domestica, apre una discussione su un tema di recente sollevato da alcuni autorevoli ornitologi, fra i quali ci limitiamo a citare l’Arch.Emilio De Flaviis e l’Ing.Piergianni Amerio. Quest’ultimo si è spinto a selezionare Diamanti di Gould, nei quali ha fatto “riaffiorare” due delle più evidenti caratteristiche che lo distinguono dal selvatico: il filetto non perfettamente arrotondato, ma che forma una piccola rientranza all'altezza dell’occhio e le timonieri filiformi decisamente più lunghe.
    Questa particolarità possiamo vederla nelle litografie di John Gould ed altri ornitologi dell’ottocento, nonché nelle moderne foto di soggetti in Natura.
                   
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Il Club del Diamante di Gould


QUALE SELEZIONE NEL GOULD

Prima parte: forma domestica o forma selvatica?

(L'articolo é stato pubblicato anche su Italia Ornitologica n.5/2010)

             Sul processo di addomesticamento si sono scritti nel tempo talmente tanti pensieri e concetti da poter assemblare veri e propri manuali sull’argomento. Quello che caratterizza tutte le possibili definizioni, di addomesticamento, è indicabile come  l’inevitabile processo etologico e biofisiologico a cui le specie allevate si assoggettano che produce la differenziazione che i ceppi domestici sviluppano rispetto al selvatico, fenomeno questo indicato dalla comunità scientifica come “processo di ingentilimento”.
        Prescindendo dalla comparsa di mutazioni geniche determinanti macroscopiche alterazioni del fenotipo ancestrale, la vita captiva conduce e determina adattamenti fisiologici e comportamentali che di generazione in generazione si fissano nella popolazione d’allevamento. A questo inesorabilmente si somma la preferenza estetica del gusto dell’allevatore, che accoppiando tra loro esemplari con date caratteristiche somatiche ne esaltano l’espressione. In riferimento alla specie in questione è facile evidenziare quali sono state è sono attualmente le tendenze della selezione domestica del Gould, e quali sono invece le spinte selettive che l’ambiente naturale dove questa specie si è evoluta produce.
        Come per tutti gli uccelli atti al volo, il Gould selvatico sviluppa nella sua silouette una capacita aerodinamica minimizzante lo sforzo al volo in termini di energia, esaltando efficacia, velocità di decollo e di fuga dai predatori. Queste performance sono date dalla somma di elementi come lunghezza del piumaggio, forza dei muscoli pettorali, conformazione del cranio, ed equilibrio tra massa grassa e massa magra. Tutti questi parametri non vengono sottoposti allo stesso tipo di selezione in condizione di cattività. Per altro le forme particolarmente affusolate realizzano un’immagine complessiva del soggetto sicuramente meno armoniosa e piacevole di quella ricercata nella selezione domestica, in cui si ricerca una morbidezza delle forme data esattamente da una selezione contraria.
        Solo un piumaggio sufficientemente abbondante, un cranio più tondeggiante e una buona distribuzione della massa grassa, realizzano la tendenza allo stereotipo indicato dallo standard di eccellenza a cui gli allevatori intenti alla moderna selezione del Gould devono tendere. Solo queste scelte selettive che evidentemente esulano dalla preservazione di una forma selvatica, consentono di ottenere una modificazione dei soggetti domestici, ormai considerati e considerabili specie domestica, in quanto da decenni sottoposta a spinte selettive frutto dell’allevamento captivo.
        A mio parere per tanto in termini generali nella selezione moderna del Diamante di Gould va ricercata l’aderenza a quella che può essere considerata la forma domestica della specie, frutto del fenomeno di “ingentilimento” di cui sopra ho parlato. Fenomeno questo che si concretizza semplicemente nella voluta modificazione di caratteri somatici come taglia, forma e struttura ossea e del piumaggio.
        Con tali presupposti e chiaro che l’unica possibilità di preservare la forma ancestrale della specie è concepibile solo attraverso la protezione delle popolazioni selvatiche nei territori d’origine e non nelle gabbie dei nostri allevamenti. Inoltre se, per ipotesi, si volesse tentare la reintroduzione in Natura di soggetti domestici, questi sarebbero inevitabilmente destinati ad una brutta fine.

07/10/2009                                                                                                                                                                            Francesco Faggiano   


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Le foto gentilmente inviate dall'Ing. Amerio

Gould in Natura al bagno


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